
15 dicembre 2025
a cura di Marco Todisco
Recentemente, il Governo olandese si è trovato ad affrontare una questione di primaria rilevanza per la sicurezza non solo nazionale, ma anche europea, facendo ricorso a un potere speciale che, fino ad allora, non era mai stato esercitato. Il caso risulta significativo per una serie di aspetti.
È opportuno premettere che nel caso di specie si avrà conto della legge olandese denominata Goods Availability Act (GAA) introdotta nel 1952, nel contesto della guerra fredda. Tale normativa è finalizzata alla tutela dell’approvvigionamento e della disponibilità di beni considerati essenziali per la sicurezza nazionale.
Più precisamente, l’articolo 2 del GAA conferisce poteri molto ampi al governo dando ad ogni Ministro la possibilità di imporre ordini ai proprietari di beni quando ciò è necessario per garantirne la disponibilità in caso di emergenze. Queste prescrizioni possono consistere in divieti di modifiche non autorizzate; imposizione di cambiamenti specifici; inibizione del consumo o della lavorazione del bene senza permesso e richiederne un’adeguata manutenzione. L’ordine può indicare tempi e luoghi per la sua esecuzione e deve essere emesso in accordo con il Ministro degli Affari Economici, salvo urgenze.
Il 30 settembre 2025, il ministro dell’economia olandese, è intervenuto applicando il GAA nei confronti di Nexperia, produttrice di semiconduttori con sede a Nijmegen, Paesi Bassi. La società è controllata in parte da Wingtech Technology, quotata a Shanghai, parzialmente controllata dal governo cinese e che è stata inserita nel dicembre 2024 nella Specially Designated Nationals List del governo statunitense. Si tratta di un elenco che include persone fisiche e società ritenute coinvolte in attività contrarie alla sicurezza o agli interessi degli Stati Uniti.
Nel motivare l’adozione dell’ordinanza nei confronti di Nexperia, il Ministro ha richiamato problemi di governance dichiarando di aver ricevuto segnalazioni particolarmente preoccupanti sulle condotte dell’amministratore delegato. In particolare, quest’ultimo avrebbe stipulato contratti di subfornitura e adottato decisioni che lasciavano presagire un possibile trasferimento di capacità produttive, risorse finanziarie e know-how verso un’entità estera a lui riconducibile. Tali condotte avrebbero messo a rischio la continuità aziendale e la tutela di conoscenze tecnologiche strategiche per i Paesi Bassi e per l’Unione europea. Oltretutto, se l’azienda avesse cessato la propria attività, l’Unione avrebbe perso una notevole fonte produttiva di wafer di silicio, indispensabili nella prima fase di costruzione dei chip.
Alla luce della gravità delle potenziali ricadute sull’economia nazionale ed europea, il ministro ha ritenuto necessario intervenire. I chip, infatti, svolgono un ruolo essenziale e sono impiegati sia in ambito civile sia in quello militare. Per questo motivo è stata emanata l’ordinanza, al fine di tutelare la continuità e la sicurezza della produzione. Tale intervento straordinario è stato considerato dal ministro stesso come indispensabile per eliminare i rischi e garantire la stabilità dell’azienda.
La misura, adottata ai sensi del GAA, attribuisce al ministro dell’economia olandese la facoltà di bloccare decisioni che arrechino, o possano arrecare, pregiudizio all’azienda, nonché qualsiasi iniziativa idonea a compromettere il futuro di Nexperia quale impresa olandese ed europea. Il provvedimento, pur introducendo un potere di intervento significativo, non incide sul regolare processo produttivo né sulle attività ordinarie dell’azienda. Esso, inoltre, non configura un’acquisizione o un’assunzione del controllo dell’impresa ma attribuisce allo Stato il ruolo di autorità di vigilanza chiamata a valutare e, se necessario, bloccare decisioni che possano risultare dannose per l’interesse pubblico. Infatti, i diritti patrimoniali rimangono in capo ai soci cinesi, che continuano a poterne fruire. La misura ha natura temporanea e una durata massima di un anno.
Oltre all’azione governativa, il 1° ottobre 2025, alcuni dirigenti di Nexperia avevano avviato autonomamente una procedura d’indagine presso la Divisione Imprese della Corte d’Appello di Amsterdam, volta a esaminare i rischi che le azioni della stessa amministrazione avrebbero potuto comportare per la società. La Corte ha disposto la sospensione dell’amministratore delegato, la nomina di un amministratore non esecutivo temporaneo con poteri decisionali e il trasferimento delle azioni della società a un trustee.
Le ripercussioni della vicenda sono significative non solo sul piano economico, ma anche per la strategia industriale europea. Questa situazione ha generato un clima di forte incertezza, riducendo la competitività dell’azienda e accelerandone un potenziale declino. A ciò si sono aggiunte le restrizioni imposte dal ministro del commercio cinese all’export dei prodotti Nexperia, mediante l’introduzione di licenze specifiche che hanno ulteriormente ostacolato produzione.
Sebbene la maggior parte dei chip Nexperia siano realizzati in Europa, la fase finale del processo produttivo dipende ancora in larga parte dalla Cina. L’incertezza relativa alle licenze e i ritardi nelle consegne hanno provocato carenze di chip per i clienti dell’azienda, costringendo alcune imprese a interrompere la produzione.
La situazione ha subito un punto di svolta il 19 novembre, quando il ministro dell’economia olandese ha comunicato la sospensione dell’ordinanza per le seguenti ragioni.
Innanzitutto, la sospensione è vista come un passo volto a favorire il dialogo diplomatico tra Olanda e Cina, in vista di una soluzione stabile. Un segnale positivo in tal senso è il recente rilascio delle autorizzazioni per l’export dei chip Nexperia alle imprese europee e di altri Paesi.
Per lo più, l’assenza di nuove condotte problematiche da parte di Nexperia ha contribuito al ritiro dell’ordinanza, con l’obiettivo di ripristinare le catene di approvvigionamento in collaborazione con la Cina. Tuttavia, l’azienda è comunque tenuta a informare il governo su eventuali trasferimenti di risorse o know-how.
In Italia, questo istituto trova una certa corrispondenza nel golden power, che attribuisce al Governo poteri speciali finalizzati a tutelare l’interesse nazionale. Seppure tale potere presenti, come il GAA, un ambito di applicazione piuttosto ampio esso si differenzia in quanto gli scopi di quest’ultimo risultano ancora più generici. Esso si limita infatti a richiamare la tutela della disponibilità di beni essenziali in situazioni di “guerra o circostanze straordinarie correlate”, senza individuare categorie specifiche come avviene invece nella disciplina italiana.
Va inoltre sottolineato che l’istituto olandese, introdotto nel 1952, non era mai stato applicato prima d’ora. Il golden power italiano, al contrario, è stato utilizzato in modo molto più esteso, ampliandosi progressivamente nel tempo fino a giungere, nel 2024, all’imposizione di condizioni o prescrizioni su 30 operazioni a fronte di 835 notifiche al Governo. Il fatto che la disciplina italiana sia stata introdotta più di recente e sia stata oggetto di continui interventi legislativi contribuisce a renderla oggi molto più articolata rispetto al suo corrispettivo olandese. In entrambi i sistemi, tuttavia, si tratta di uno strumento di extrema ratio.
In definitiva, questo episodio evidenzia come strumenti che conferiscono ai governi ampi poteri di intervento (come la possibilità di imporre condizioni o porre veti su determinate iniziative economiche private) siano necessari per proteggere la sicurezza nazionale e per il perseguimento dei propri obiettivi strategici. Ciononostante, il ricorso a tali poteri genera un elevato grado di incertezza per gli operatori economici. Questo contribuisce a creare un clima potenzialmente disincentivante per gli investimenti, sia a livello europeo sia nei singoli Stati che ne fanno un uso più frequente. Infatti, a causa dello squilibrio tra le parti in gioco, investitori e aziende rischiano di vedersi bloccate le loro operazioni, subendo ingenti perdite economiche, e ridotte possibilità di successo in caso di opposizione.