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LA CORTE COSTITUZIONALE ESCLUDE IL CARATTERE REGIONALE DELL’AFFILIATA AD UN GRUPPO BANCARIO COOPERATIVO NAZIONALE

Tommaso Mazzetti di Pietralata 21 dicembre 2020 Con la sentenza n. 17/2020 del 13 Febbraio 2020 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’infondatezza del ricorso per conflitto di attribuzione presentato dalla Regione Sicilia nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e della Banca d’Italia, a seguito del provvedimento con cui

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PROJECT FINANCING: IL TAR LAZIO ESCLUDE VINCOLI IN CAPO ALL’AMMINISTRAZIONE DOPO LA PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA SPONTANEA

Antonio Triglia 21 dicembre 2020 Una delle questioni più controverse in tema di project financing e della quale negli ultimi anni i Tribunali amministrativi si sono spesso occupati, dopo l’entrata in vigore del D.lgs 50/2016, è stata quella relativa alla presenza o meno di vincoli in capo all’amministrazione a seguito

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IL CONSIGLIO DI STATO ESCLUDE CHE UNA STAZIONE APPALTANTE POSSA DISPORRE IL SUBENTRO DEL CESSIONARIO E L’AGGIUDICAZIONE CON UN ATTO AMMINISTRATIVO IMPLICITO

Lorenzo Magnanelli 23 novembre 2020 Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 6734 del 2 novembre 2020, si è pronunciato sulle caratteristiche che può assumere un provvedimento amministrativo implicito. Delineare la natura e i limiti di contenuto di un atto implicito è fondamentale per coloro che da un tale

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IL DIVIETO DI COSTITUZIONE DI ORGANI DIVERSI DA QUELLI PREVISTI DALLE NORME GENERALI IN TEMA DI SOCIETÀ: LA DEROGA IN CASO DI SOCIETÀ IN HOUSE.

Lavinia Zanghi Buffi 23 novembre 2020 Il Comune di Ortona (il “Comune”), nel dichiarato intento di affidare alla Eco.Lan S.p.A. (la “Eco.Lan”), società a capitale interamente pubblico e partecipata dal Comune per il 14,35%, il servizio di igiene urbana, si è attivato per farne una propria società in house, approvando, tra

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I RAPPORTI TRA STATO E REGIONI AI TEMPI DELL’EMERGENZA SANITARIA: IL CASO SCUOLE NELLE SENTENZE CONTRASTANTI DEL TAR PUGLIA

Emanuel Silvestri 23 novembre 2020 Con Dpcm del 24 ottobre 2020, il Governo ha imposto un’ulteriore stretta nelle restrizioni su tutto il territorio nazionale, per contenere la diffusione del contagio da coronavirus. Nel decreto, all’art. 1, co. 9 l. s, viene stabilito che l’attività della scuola  primaria  continua a svolgersi in presenza,  prevedendo  tuttavia che  le Regioni,  dietro  parere  del  Ministero  della  Salute, ove  sussistano  situazioni  di criticità o particolarerischio, possano adottare forme flessibili di organizzazione per  le  istituzioni  scolastiche  di  secondo  grado  facendo  ricorso  alla  didattica  a distanza (Dad) pari al 75% delle loro attività. Il  28  ottobre  2020,  con  propria  ordinanza,  il  Presidente  della  Regione  Puglia decide  di chiudere  tutte  le  scuole  di  ogni  ordine  e grado  per  un  mese  a  causa dell’incremento  dei  contagi. Il Ministro dell’Istruzione,  pur  rammaricandosi pubblicamente per la scelta, decide di non impugnare l’ordinanza. Con   successivo   Dpcm   del   3   novembre   2020,   il   Governo   impone   una differenziazione   normativa   sul   territorio   nazionale   per   aree   di   criticità, individuand0  3  zone  di  rischio:  un’area  gialla,  a  rischio  moderato,  un’area arancione  a  rischio  intermedio  ed  infine,  un’area  rossa  a  rischio  elevato.  Nel nuovo art.1 co.9 l. s, il ricorso alla didattica a distanza viene elevato al 100% delle attività  per  la  scuola  secondaria  mentre  è  ribadito  che  l’attività  per  la  scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzionecontinua a svolgersi in presenza, con uso   obbligatorio   di   dispositivi   di   protezione.   Esclusivamente,   per   l’area classificata come ad alto rischio, l’utilizzo della Dad viene esteso anche alle classi di seconda eterza media. La Regione Puglia viene da subito classificata come zona a rischio intermedio (area arancione). Il 6 novembre 2020, il Tar Puglia, Terza Sezione di Bari, su ricorso presentato dal Codacons e da alcunefamiglie, sospende l’ordinanza di chiusura. Per il Tribunale amministrativo l’ordinanza    “interferisce,    in    modo    non    coerente,    con l’organizzazione   differenziata   dei   servizi   scolastici   disposta   dal   DPCM   3 novembre  2020”  evidenziando  come,  anche  nelle  zone  classificate  a  rischio elevato, si preveda la didattica in presenza e censurando come “non emergono ragioni  particolari  per  le  quali  la  Regione  Puglia  non  debba  allinearsi  alle decisioni nazionali in materia d’istruzione”. Infine i giudici si focalizzanosu un aspetto ben preciso: essendo molti istituti non ancora attrezzati per la didattica da  casa,   l’esecuzione  del  provvedimento  impugnato   si   tradurrebbe  in   una “sostanziale interruzione delle attività scolastiche” tanto da giustificare la misura cautelare. Quel giorno, tuttavia, la Sezione di Lecce dello stesso Tar Puglia, ha respinto una seconda richiesta di sospensiva ribaltando completamente l’orientamento addotto nella prima decisione. I giudici hanno sentenziato che “nel necessario

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L’ART.5 DEL DECRETO SEMPLIFICAZIONI: STOP ALLA SOSPENSIONE DELL’ESECUZIONE DEI LAVORI.

Gaia Mazzei 23 novembre 2020 L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha rilasciato un parere avente ad oggetto il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 «Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale». Tale decreto-legge riporta, nel Titolo I, Capo I (Semplificazioni in materia di contratti pubblici), alcune importanti novità in materia di

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LA COLLABORAZIONE COL MIBACT, NELLA REDAZIONE DEL PIANO PAESISTICO REGIONALE, È NECESSARIA?

Matteo Pietrosante 23 novembre 2020 Le regioni, nell’esercizio delle proprie funzioni connesse al governo del territorio, devono prevedere dei piani volti a tutelare il patrimonio paesaggistico e culturale del proprio territorio di competenza. La legislazione della Regione Lazio prevede, come strumento idoneo a tal fine, il Piano Territoriale Paesistico Regionale

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