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GESTIONE DELLE CRISI E SICUREZZA NAZIONALE: IL RAFFORZAMENTO DEL CISR E L’INTRODUZIONE DELLA STRATEGIA DI SICUREZZA NAZIONALE

15 giugno 2026

a cura di Marco Todisco

Il 6 maggio 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 103 il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 aprile 2026, n. 2 (il Decreto o il d.P.C.m.), recante la disciplina della gestione delle situazioni di crisi che coinvolgono profili di sicurezza nazionale, in attuazione dell’articolo 7-bis, comma 5, del decreto-legge 30 ottobre 2015, n. 174, convertito con modificazioni dalla legge 11 dicembre 2015, n. 198.

Il provvedimento in esame si colloca in una fase di profonda evoluzione dell’architettura italiana della sicurezza nazionale, introducendo un modello maggiormente centralizzato per la gestione delle crisi sistemiche e favorendo l’allineamento dell’ordinamento italiano agli standard già adottati negli altri Paesi del G7, anche attraverso la previsione della Strategia di sicurezza nazionale (la SSN o la Strategia). L’intervento normativo risponde all’esigenza di rafforzare il coordinamento tra i numerosi attori istituzionali coinvolti nella tutela della sicurezza nazionale, superando le criticità di un assetto ritenuto spesso come eccessivamente frammentato e non sempre idoneo ad assicurare risposte tempestive, coerenti ed efficaci alle situazioni di crisi.

Il d.P.C.m. ha ribadito il ruolo del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (il CISR o il Comitato) quale principale sede istituzionale per l’elaborazione delle decisioni strategiche volte a contrastare minacce capaci di compromettere gli interessi fondamentali del Paese – politici, militari, economici, industriali, scientifici, ambientali e tecnologici – nonché il regolare funzionamento delle istituzioni democratiche. Inoltre, gli articoli 2 e 3 del Decreto hanno disciplinato le modalità con cui il Presidente del Consiglio dei ministri (il PdC) può convocare il Comitato, al quale vengono attribuite al contempo nuove e significative competenze in ordine all’individuazione delle misure necessarie a fronteggiare e superare le situazioni di crisi. In particolare, il CISR ha la facoltà di: formulare proposte al PdC in merito all’adozione di direttive e indirizzi di ordine generale per la gestione di eventuali crisi; valutare il quadro informativo e monitorare l’evoluzione delle situazioni di crisi in atto, deliberando le misure necessarie a coordinare l’acquisizione e l’aggiornamento delle informazioni rilevanti; proporre gli interventi e i provvedimenti ritenuti necessari per la gestione e il superamento delle situazioni di crisi; promuovere esercitazioni e attività preparatorie volte a sviluppare una capacità sistemica di risposta alle emergenze.

Il Decreto ha previsto la possibilità di ampliare la composizione del Comitato mediante la partecipazione di ulteriori autorità istituzionali in relazione alla specifica crisi. Ad esempio, nelle situazioni connesse alla cybersicurezza prendono parte ai lavori il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e il direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Il PdC ha la possibilità di invitare alle riunioni altri Ministri, autorità civili e militari e i direttori dei servizi di informazione, ove necessario. Nei casi di particolare urgenza sono previste procedure semplificate e forme di convocazione in composizione ristretta.

L’articolo 6 del Decreto ha inciso sulle funzioni del CISR tecnico, organo collegiale permanente istituito presso il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza e composto dai direttori delle Agenzie e dai dirigenti apicali designati dai ministeri rappresentati nel CISR. Accanto alle tradizionali funzioni istruttorie, preparatorie e di supporto all’attività del Comitato, il nuovo d.P.C.m. ha conferito al CISR tecnico il potere di curare l’acquisizione e l’analisi delle informazioni rilevanti per la gestione delle crisi, di coordinare l’attuazione delle misure adottate e di formulare al CISR proposte sulla posizione che il PdC è chiamato ad assumere nelle sedi internazionali in situazioni di crisi. Al CISR tecnico sono attribuite pure le attività di approfondimento e preparazione funzionali all’elaborazione e all’adozione della SSN. Sono previste, anche per tale organismo, procedure semplificate di convocazione nei casi di urgenza, nonché la possibilità di istituire tavoli tecnici dedicati, con la partecipazione dei soggetti ritenuti necessari per garantire una risposta coordinata, unitaria ed efficace.

Infine, un ulteriore elemento di particolare rilievo introdotto dal Decreto è rappresentato dalla SSN, prevista nell’articolo 5. Si tratta del primo documento strategico, di carattere generale, destinato a definire in modo organico gli interessi fondamentali della Repubblica. La Strategia individua anche gli obiettivi da perseguire e delinea le politiche, gli strumenti e le priorità necessari per prevenire e contrastare i fattori di rischio e di minaccia che incidono sulla sicurezza nazionale. Nella sua elaborazione, la SSN tiene conto delle strategie e delle pianificazioni già adottate dalle amministrazioni competenti nei rispettivi ambiti. Inoltre, essa definisce gli indirizzi generali per la gestione unitaria delle situazioni di crisi, nel rispetto delle competenze dei diversi soggetti istituzionali coinvolti e attraverso adeguati meccanismi di raccordo e coordinamento.

La Strategia è adottata dal Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del CISR, previo parere del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (il COPASIR), ed è aggiornata almeno ogni tre anni secondo la medesima procedura. Il PdC, o un componente del CISR da lui delegato, riferisce periodicamente al COPASIR sulle iniziative adottate nell’ambito della sua attuazione.

L’adozione del Decreto rappresenta dunque un passaggio di notevole importanza nel processo di modernizzazione del sistema italiano di sicurezza nazionale. Da un lato, viene rafforzato il ruolo del PdC e del CISR nella gestione delle crisi, dall’altro, viene colmata una lacuna da tempo evidenziata dalla dottrina attraverso l’introduzione della SSN.

Resta tuttavia da chiarire il contenuto concreto della futura Strategia, i criteri che il CISR adotterà per individuare e valutare le minacce e l’impostazione interpretativa che verrà prescelta. In particolare, occorrerà verificare se la SSN assumerà una connotazione prevalentemente politica, sul modello della recente National Security Strategy statunitense, oppure se sarà orientata verso un approccio più operativo e amministrativo, in linea con l’esperienza francese, fondato su obiettivi puntuali e su un piano d’azione strutturato. Ulteriori dubbi riguardano, da un lato, il ruolo del CISR tecnico, che, pur svolgendo funzioni istruttorie e di supporto, solleva interrogativi circa l’effettiva incidenza delle sue analisi sulle decisioni governative, e dall’altro, le possibili conseguenze, dirette e indirette, che la Strategia può produrre sulla sfera giuridica ed economica dei soggetti privati.

In ogni caso, affinché la Strategia possa svolgere efficacemente il suo ruolo, sarà necessario che essa delinei una concezione chiara e coerente della sicurezza nazionale, condivisa tra i principali attori istituzionali, e sufficientemente flessibile da confrontarsi con le rapide trasformazioni del contesto nazionale e internazionale. Solo in tal modo essa potrà affermarsi come un autentico strumento di indirizzo strategico per il Paese.

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