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Compensation: to pay or not to pay

di Cristiana Mangano

20/11/15

Se ci si chiede quale sia il limite del diritto statale a regolare la proprietà privata senza pagare un compenso, si premette subito che detto quesito non ha trovato una risposta definitiva.
In tema di regulatory taking storicamente l’unica regulation che prevedeva una compensazione ai proprietari di terreni era quella che riguardava l’occupazione fisica, poiché in assenza di questa la compensation era raramente concessa.
È interessante riportare l’analisi che è stata svolta da due autori, Miceli e Sergeson, la quale si conclude con una regola di compensazione che attribuisce un alto compenso per alcune regulations e un compenso quasi azzerato, per altre. Gli autori dimostrano che vi sono due differenti forme di questa regola, entrambe efficienti: la ex ante rule riconosce la compensation se l’uso della terra è regolamentato in modo efficace fin dal tempo in cui avviene la prima confisca; e la ex post rule che dispone la compensazione se la regulation è stata imposta in modo inefficiente.
Nella giurisprudenza statunitense, nel caso Pensylvania Coal Co. v Mahon, il Giudice Holmes stabilisce, per primo, che il governo può regolare la proprietà privata senza compenso, salvo il caso in cui la regulation “vada troppo lontano” riducendo quindi il valore della proprietà per i possessori. Questa dottrina viene spesso indicata come la “regola della diminuzione del valore”, e viene applicata caso per caso, non essendo stato elaborato un testo generale.
Questa regola rappresenta lo spartiacque nella legge dei takings, poiché questi, in precedenza, erano generalmente limitati alle acquisizioni fisiche di proprietà da parte de governo.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha solitamente applicato la regola di Holmes della diminuzione del valore nei principali casi di takings, a partire dal caso Pensylvania Coal Co. v. Mahon.
Holmes parla inoltre di come le richieste di risarcimento possano influenzare le decisioni del governo sui regulatory, se questo soffre di fiscal illusion, ovvero se basa le sue decisioni sugli esborsi, piuttosto che sui costi sociali della regulation.
Un’altra regola di compensation è proposta da Fischel ed è basata sulle norme sociali.
Egli afferma che il risarcimento non dovrebbe essere pagato quando la regulation richiede ad un soggetto di conformarsi alla norma sociale, o quando gli vieti di utilizzare il suolo violando tale norma. Secondo questa regola, quindi, si devono risarcire solo le regulations inefficaci e non quelle efficaci.
Si sottolinea, comunque, che al di là delle regole create ed utilizzate dalla giurisprudenza statunitense, la Corte Suprema degli Stati Uniti non è ancora riuscita ad ancorare l’istituto a criteri fissi, poiché la stessa decide caso per caso, se ed in che misura, sia dovuta una compensation.
E proprio perché la Corte non è stata in grado di articolare degli standard più chiari e fondati sull’equità, l’attuale giurisprudenza, in tema di risarcimento, non è assicurata alla certezza, e risulta quindi ambigua.

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