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Il DM 4 luglio 2019 “FER1” e i nuovi incentivi alle energie elettriche rinnovabili: presupposti per l’accesso, benefici e profili di criticità

ELEONORA GUARAGNA

26/09/2019

Il DM 4 Luglio 2019“Fer1”, pubblicato il 9 agosto 2019 nella Gazzetta Ufficiale dopo una lunga gestazione, introduce nuovi incentivi per l’energia elettrica prodotta ed immessa in rete derivante da impianti eolici on shore,idroelettrici, solari fotovoltaici e a gas residuati di eventuali processi di depurazione,per un totale di 8.000 MW disponibili. 

Il nuovo Decreto prevede l’accesso alle misure incentivanti, previa procedure di gara, per quattro differenti categorie di impianti. Nel Gruppo A troviamo impianti eolici on-shore di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento, oltre agli impianti fotovoltaici di nuova costruzione. Nel Gruppo A-2 sono inclusi gli impianti fotovoltaici di nuova costruzione, i cui moduli sono installati su coperture di edifici e fabbricati rurali in sostituzione dell’eternit o dell’amianto. Nel Gruppo B sono compresi gli impianti idroelettrici di nuova costruzione, integrale ricostruzione (esclusi gli impianti su acquedotto), riattivazione o potenziamento, e gli impianti a gas residuati dei processi di depurazione di nuova costruzione, riattivazione o potenziamento. Il Gruppo C, infine, comprende gli impianti eolici on-shore, idroelettrici e a gas residuati dei processi di depurazione, oggetto di rifacimento totale o parziale.

Come illustrato nelle guide d’utilizzo fornite dal GSE, il Decreto prevede due differenti modalità di accesso ed assegnazione degli 8.000 MW, applicabili a seconda della potenza dell’impianto: un sistema di iscrizione ai Registri per impianti di potenza inferiore a 1 MW (e superiore a 20 kW per i fotovoltaici), e la partecipazione a Procedure d’Asta al ribasso sulla tariffa incentivante per impianti di potenza superiore oppure uguale a 1 MW. In caso di interventi di potenziamento sugli impianti, la potenza da considerare per determinare la modalità di accesso agli incentive equivale all’incremento di potenza conseguente all’intervento.

Il Decreto prevede sette bandi per la partecipazione ai Registri e alle Aste, il primo con apertura il 30 settembre e chiusura al 30 ottobre 2019, l’ultimo con apertura prevista per il 30 settembre 2021 e chiusura per il 30 ottobre 2021.

Le richieste di iscrizione ai Registri e alle Aste e le richieste di accesso agli incentivi per gli impianti risultati ammessi in posizione utile in graduatoria vanno inoltrate tramite il Portale FER-E del GSE, trasmettendo la documentazione che attesta il possesso dei requisiti richiesti e dei criteri di priorità. 

Il DM 4 Luglio 2019, collocandosi in una rete di interventi normativi finalizzati alla promozione dell’uso di fonti di energia rinnovabili per conseguire gli obiettivi del “Clean Energy Package” presentato dalla Commissione Europea nel 2016della SEN 2017 e del Piano Nazionale Integrato per l’Energia ed il Clima 2030, rappresenta indiscutibilmente uno strumento significativo per incentivare il ricorso alle energie rinnovabili: si stima possa dare impulso ad un aumento della produzione da fonti rinnovabili calcolata in circa 12 miliardi di kWh ed investimenti per 10 miliardi di euro. Inoltre, comportando agevolazioni per gli impianti installati in  sostituzione delle coperture di amianto ed eternit (che hanno diritto, attestando la completa rimozione e smaltimento dell’amianto e dell’eternit, ad un premio aggiuntivo pari a 12€/MWh erogato su tutta l’energia prodotta), potrebbe condurre ad una considerevole riduzione della presenza dei suddetti materiali negli impianti attualmente attivi. Incentivando la ricostruzione, la riattivazione e il potenziamento degli impianti esistenti, inoltre, vengono valorizzate le strutture già presenti in un’ottica di limitazione dei consumi del suolo, certamente apprezzabile dal punto di vista territoriale e ambientale.

L’intervento normativo è stato accolto con favore per il suo indubbio apporto positivo al mercato delle energie rinnovabili; al tempo stesso, è stato sottolineato il profilo di criticità derivante dall’esclusione dagli incentivi degli impianti fotovoltaici di potenza inferiore ai 20KW, particolarmente diffusi tra PMI e le famiglie, il cui ruolo dovrebbe risultare centrale nella creazione del sistema di autoproduzione e autoconsumo auspicato dalle più recenti normative comunitarie e nazionali.

Per raggiungere gli obiettivi fissati dal Pacchetto Energia-Clima e, più in generale, i targetdi riduzione delle emissioni di gas serra delineati dagli accordi internazionali (Accordo di Parigi del 2015 in primo luogo), entro il termine stabilito del 2030, è indispensabile avvicinarsi ad un paradigma di mercato basato sulla sharing economye sulla creazione di comunità energetiche che condividano energia autoprodotta; sistema che in diversi paesi europei, tra i primi la Germania, dove più del 40% delle energie rinnovabili viene prodotto da cittadini e piccole cooperative, è già a buon punto di realizzazione. 

Su questa tendenza, d’altra parte, si colloca anche la Direttiva UE 2018/2001, “RED II” (Renewable Energy Directive), che negli articoli 21 e 22 evidenzia l’importanza del ruolo dei “prosumers” nell’ambito energetico (in primo luogo nel fotovoltaico): consumatori che, a loro volta, possono produrre energia rinnovabile per l’autoconsumo, immagazzinarla tramite sistemi di storagee commercializzarne la produzione in eccesso.

Rimane quindi indiscussa la necessità di abbinare alle misure incentivanti degli impianti di maggiori dimensioni ulteriori forme di supporto, che stimolino la nascita di un’economia capillare, trasparente e decentralizzata di autoproduzione e successiva condivisione dell’energia. 

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