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La Corte costituzionale si pronuncia sul blocco degli stipendi nella pa

 

Benedetta Barman

La Corte Costituzionale, dopo essersi pronunciata a fine aprile sull’illegittimità dello stop alla perequazione delle pensioni, si impone nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica con una nuova sentenza, riguardante la questione del blocco della contrattazione pubblica, previsto a partire dal 2010. La Consulta, in particolare, ha affermato l’illegittimità del blocco dei contratti e degli stipendi della PA, sancendone tuttavia la non retroattività: i giudici, difatti, accogliendo una memoria presentata dall’Avvocatura dello Stato, hanno stabilito che gli effetti della dichiarazione di illegittimità si produrranno solo per il futuro.

“Saggia sentenza della Corte Costituzionale”: così commenta il Prof. Sabino Cassese sul Corriere della Sera, spiegando come la decisione sia “equilibrata” in quanto “fa cessare una intrusione legislativa nell’area contrattuale, senza tuttavia necessariamente sconvolgere gli equilibri di finanza pubblica, in quanto la contrattazione deve svolgersi necessariamente dentro le disponibilità di bilancio: lo Stato non può dare più di quello di cui dispone”.

 

Leggi l’articolo del Corriere della Sera (pubblicato online, qui)

 

Leggi l’articolo di Repubblica (pubblicato online, qui)

 

 

 

 

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