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IL DECRETO «CURA ITALIA»: LE MISURE STRAORDINARIE A SOSTEGNO DELL’ECONOMIA PER L’EMERGENZA SANITARIA DA COVID-19 E IL NUOVO SALVATAGGIO DI ALITALIA.

23 marzo 2020

Lucrezia Sinibaldi

Il 16 marzo 2020 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto «Cura Italia» recante “misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Il decreto contiene i provvedimenti e le misure pubbliche di sostegno economico per rispondere all’emergenza sanitaria indotta dal Covid-19, a dimostrazione della presenza dello Stato in questa grave situazione di crisi: si tratta di una pesante manovra finanziaria tramite cui vengono messi in campo aiuti da circa 25 miliari di euro per famiglie, lavoratori e imprese e mobilitati finanziamenti per 350 miliardi. 
Tale decreto si aggiunge a quelli già in precedenza adottati d’urgenza dal Governo per evitare che la crisi temporanea delle attività economiche produca effetti permanenti, soprattutto nei settori maggiormente colpiti come il turismo. In particolare, con i precedenti interventi, sono stati sospesi gli adempimenti tributari e i pagamenti di contributi e mutui per gli abitanti della ex “zona rossa”, sono stati concessi gli ammortizzatori sociali a soggetti che in condizioni ordinarie non ne avrebbero potuto beneficiare e sono state potenziate le modalità di lavoro a distanza, il cd. smart working

Il presente decreto interviene con misure economico-finanziarie incisive su quattro principali ambiti: 
1. Il primo ambito d’intervento riguarda le misure di potenziamento e di finanziamento aggiuntive a favore del Sistema sanitario Nazionale e della Protezione civile, che vale quasi 3,5 miliardi di euro.
2. Il secondo ambito d’intervento riguarda il sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito, che copre più di 10 miliardi: sono previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga che andrà a sostenere anche le aziende con un solo dipendente. Si è confermata, inoltre, l’indennità da 600 euro per i liberi professionisti, lavoratori autonomi, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e lavoratori agricoli a tempo determinato, che sarà mantenuta fino al perdurare dell’emergenza. In aggiunta è confermato il Fondo per il reddito di ultima istanza che copre tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, inclusi i professionisti iscritti agli ordini, nonché la sospensione dei contributi previdenziali per queste categorie. 
3. Il terzo ambito d’intervento riguarda il sistema del credito e l’agevolazione dell’erogazione di liquidità per famiglie e micro, piccole e medio imprese, attraverso la collaborazione del sistema bancario e l’utilizzo del Fondo centrale di garanzia: è previsto l’intervento statale sia con il potenziamento del Fondo centrale di garanzia per le Pmi, attivando in particolare la gratuità della garanzia prestata dal Fondo e altre agevolazioni, sia con una garanzia pubblica che può consentire al sistema bancario di sospendere le rate dei prestiti o di estendere i finanziamenti (per quanto riguarda mutui, leasing, aperture di credito e altri finanziamenti a breve in scadenza). Le misure attivate sono numerose, e tra le altre si ricordano: il rafforzamento dei Confidi per le micro imprese, attraverso misure di semplificazione, la possibilità di corrispondere agli azionisti e agli obbligazionisti danneggiati dalle banche un anticipo pari al 40 per cento dell’importo dell’indennizzo spettante a valere sul Fondo indennizzo risparmiatori (FIR), e l’ introduzione di un meccanismo di controgaranzia per le banche, da parte di Cassa depositi e prestiti, con cui consentire l’espansione del credito anche alle imprese medio-grandi colpite dalla crisi. L’obiettivo è di liberare così circa 10 miliardi di ulteriori investimenti.
4. Il quarto campo di intervento riguarda il fisco: si conferma il rinvio degli obblighi fiscali e la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

Significative sono anche le misure previste a compensazione dei danni subiti dall’intero settore del trasporto aereo a causa dell’epidemia da Covid-19. 
In particolare, in considerazione della situazione che l’emergenza ha determinato sulle attività di Alitalia, già in amministrazione straordinaria, il governo è stato “costretto” a rivedere i propri piani con riferimento alla compagnia, e infatti nel decreto con le misure anti crisi, si è previsto un nuovo salvataggio: premettendo che, l’epidemia da Covid-19 è formalmente riconosciuta come calamità naturale ed evento eccezionale, ai sensi dell’articolo 107, comma 2, lett. b) del Tfue, è stata «autorizzata la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle Finanze, ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta», che prenda in affitto una parte delle attività della compagnia aerea (aviation). La creazione di una nuova newco. pubblica si configura come una soluzione alternativa, un piano B, per il caso in cui, alla scadenza del termine, previsto il 18 marzo, per la presentazione delle offerte per l’acquisizione delle attività facenti capo alla compagnia, la gara dovesse andare deserta. Si tratta di una nazionalizzazione “quasi obbligata” per evitare il crollo totale della compagnia. 
Inoltre, la norma prevede che il Commissario Straordinario della società sia autorizzato «a porre in essere ogni atto necessario o conseguente nelle more dell’espletamento o della procedura di cessione dei complessi aziendali della società fino all’effettivo trasferimento dei medesimi all’aggiudicatario della procedura di cessione (…)». 
Infine, come annunciato, nel prossimo futuro saranno adottate nuove misure per rilanciare l’economia e ad aprile sarà emanato un secondo decreto che, nella speranza del governo, dovrebbe appoggiarsi sui Fondi dell’UE. 

Parallelamente, l’emergenza da Covid-19 ha costretto la Commissione europea a riconsiderare le proprie regole in materia di aiuti pubblici alle imprese ed è stata così messa a punto una nuova disciplina temporanea sugli aiuti di Stato (oggi, 17 marzo, la Commissione ha inviato agli Stati membri la sua proposta sulle misure temporanee), che consente ai governi nazionali di concedere aiuti diretti fino a 500.000 mila euro, garanzie statali agevolate sui prestiti bancari e prestiti pubblici e privati con tassi di interesse agevolati. 
Come chiarisce la vicepresidente della Commissione per la concorrenza, Margrethe Vestager, si permette agli Stati membri di godere di «tutta la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato»: ad esempio, come per Alitalia, l’aiuto alle compagnie aeree può essere concesso in base all’articolo 107, par. 2, lett. b), Tfue, e non si applica il principio del «one time last time», per cui potranno beneficiare degli aiuti anche le compagnie che li hanno ricevuti negli ultimi dieci anni. 
Tuttavia, si precisa che tali aiuti «sono diretti ai clienti delle banche, non alle banche stesse». 

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